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La Missione Umanitaria AIRONE - PROVIDE COMFORT
Giorgio Baroni - 15.12.2007

      Nei primi mesi del 1991, quando i combattimenti per la liberazione del Kuwait dall’occupazione delle forze irachene volgevano al termine e lo stesso esercito iracheno era ormai in rotta, iniziarono nel nord dell’Iraq, feroci scontri tra le truppe governative fedeli a Saddam Hussein, e la popolazione di origine curda, da sempre in contrasto con la politica del dittatore. Con la fine del conflitto, anche a causa delle sanzioni economiche imposte al governo di Saddam Hussein, l’Iraq cadde in una pesante crisi economica e politica, e in questo contesto molti furono i tentativi d’insurrezione da parte della minoranza etnica curda verso il regime iracheno.
     Tutto l’apparato bellico iracheno, pesantemente danneggiato ma non reso inefficiente dai bombardamenti alleati, fu così impiegato nel nord del Paese, con l’intento di reprimere nel sangue ogni tentativo di rivolta da parte della minoranza curda. Il risultato fu che grandi masse di profughi, migrarono allora verso le zone di confine con la Turchia e l’Iran, dove comunque non godevano di particolari benevolenze, mentre altri si rifugiarono sulle montagne irachene, iniziando una resistenza armata contro Bagdad.
     Le Nazioni Unite intervennero approvando due risoluzioni, condannarono la repressione della popolazione curda irachena, e intimarono all’Iraq di cessare le ostilità in atto e di agevolare le azioni umanitarie, disposero inoltre l’intervento di un contingente militare multinazionale, come deterrente contro eventuali aggressioni da parte delle truppe scelte fedeli a Saddam Hussein. La Missione che prese il nome di “Provide Comfort” iniziò il 7 aprile 1991, con lanci di generi di prima necessità alla popolazione curda.


La partecipazione italiana al conflitto

      Prese così avvio la partecipazione italiana a “Provide Comfort” che iniziò di fatto il 21 aprile con il primo lancio di viveri da parte dell’Aeronautica Militare ed un nucleo di aviorifornitori della “Folgore”. Il Governo italiano, formalizzò la partecipazione all’operazione il 2 maggio ed i primi reparti partirono da Livorno e dagli aeroporti di Pisa e Caselle il 3 e 4 maggio. Via mare, con la nave San Marco della Marina Militare e traghetti civili, e via aerea con velivoli della 46^ Aerobrigata di Pisa.

Marina Militare Nave S.Marco Nave S. Marco 15.5.1991 - busta preparata per l'operazione Provide Comfort, annullo di transito Taranto Arsenale 23.05.1991 e annullo di arrivo sul retro in data 27.05.1991.

      Il contingente denominato “ITALFOR –AIRONE” era composto da unità della Brigata Paracadutisti FOLGORE e da un reparto di sanità aviotrasportabile della Brigata Alpina “TAURINENSE”, per un totale di 170 ufficiali, 370 sottufficiali e 950 soldati, cui si aggiunsero 8 ufficiali e 13 sottufficiali dell’Aeronautica Militare ed 8 infermiere volontarie della CRI.

Forze Operative Airone Comando Timbro amministrativo Brigata Alpina Taurinense
Italfor Airone Turchia 27.6.1991 - busta con i bolli amministrativi in blu utilizzati a Zakho (Iraq). Forze Operative Airone Comando (tondo) e, al retro, Brigata Alpina Taurinense Reparto di sanità aviotrasportabile Comando (lineare).

      Il rischieramento delle forze fu completato il 16 maggio con il trasporto di 1400 militari, 400 autoveicoli, 8 elicotteri e 1300 tonnellate di materiali. Per la sicurezza del settore, incursori e paracadutisti effettuarono pattugliamenti e posti di blocco, controllando un territorio ampio fino a 1400 Kmq e tutto il tratto della rotabile, Zakho-Kirkuk-Bagdad incidente nel proprio settore. Le forze operative garantirono la cintura difensiva del contingente e contribuirono a creare quella cornice di sicurezza determinante per il rientro dei profughi.

Retro di una vea fotografia Foto viaggiata come cartolina illustrata
1991 - Vera fotografia del campo di Zakho in Iraq, spedita come cartolina.

      Il contingente italiano sotto il comando del Generale Mario Buscemi, aveva le sue basi operative nel nord dell’Iraq e quelle logistiche in Turchia, infatti mentre le tendopoli per l’accoglienza dei profughi e la sede principale delle forze terrestri erano situate a Zakho, in territorio iracheno, l’aeroporto per i movimenti di truppa e materiale era situato a Diyarbakir, in Turchia, e il centro di coordinamento multinazionale ove aveva sede anche il comando italiano era dislocato a Incirlik sempre in Turchia.

Timbri amministrativi usati a Incirlik (Turchia) Italfor Airone Turchia 22.6.1991 - busta con i bolli amministrativi in blu Forze Operative Airone Ufficio Personale (lineare) e Forze Operative Airone Comando (tondo), usati a Incirlik (Turchia).

      Nel corso dell’operazione, nei due campi profughi di Zakho, transitarono più di 30.000 profughi e il personale italiano ne garantì la protezione e l’assistenza medica. Il bilancio dell’azione sanitaria si concretizzò in 22.700 visite e cure, 235 ricoveri e oltre 150 interventi chirurgici. Nuclei mobili di paracadutisti con medico e ambulanza, effettuarono interventi sanitari “a domicilio” nei villaggi della zona di responsabilità.
     A partire dal 9 luglio, iniziò il disimpegno delle unità, con la cessione dell’ospedale da campo all’ospedale civile di Zakho. Il 16 luglio iniziò la seconda fase dell’operazione, denominata “Airone-2” al comando del Colonnello Danilo Neri, che terminò il 9 ottobre successivo. Questa seconda fase vide impegnati solamente 300 militari italiani in collaborazione ad altre truppe internazionali, con lo scopo di assistere la popolazione curda nel rientro nei rispettivi villaggi in condizioni di sicurezza.

Seconda fase della misione AIRONE 2 Forze terrestri italiane in Turchia Ufficio Sporvvisto di bollo
Italfor Airone Turchia 20.09.1991 - busta con al retro i bolli amministrativi in nero utilizzati a Incirlik durante la seconda fase Airone 2. Forze terrestri italiane in Turchia Comando (lineare) e Forze terrestri italiane in Turchia Uffico sprovvisto di bollo (tondo).

Il servizio postale

     La corrispondenza diretta ai militari impegnati nella missione Airone, veniva concentrata presso l’ufficio postale di e per mezzo dei velivoli militari, che periodicamente rifornivano il contingente, veniva trasportata alla base di Incirlik (Turchia), dove veniva smistata ed inviata con l’uso di elicotteri ai vari campi.
     Il cammino inverso era eseguito dal servizio postale militare della missione. L’ufficio postale fu inizialmente distaccato nel campo di Zakho (Iraq), e iniziò a funzionare dal 17 maggio. Durante la prima fase della missione, l’ufficio funzionò regolarmente.
     Con il ritiro del grosso del contingente in luglio, seguì un periodo di confusione dal punto di vista postale, dovuto anche alla scarsa disponibilità delle autorità militari a fornire chiarimenti sull’argomento. In ogni modo l’ufficio continuò ad operare fino al ritiro completo del contingente, avvenuto ad ottobre. In un primo momento si era pensato che nella seconda fase dell’operazione, l’ufficio postale funzionò solo per la ricezione della corrispondenza, e non per quella in partenza, ma essendo poi comparsi sul mercato documenti postali con annullo di partenza, successivo alla data del 10 luglio, dobbiamo dedurre che funzionò anche per la corrispondenza in partenza.

Forze terrestri italiane in Turchia Comando Timbro amministrativo usato a Incirlik
Italfor Airone Turchia 08.07.1991 - busta con i bolli amministrativi in nero, forze Terrestri Italiane in turchia Comando (lineare) e, al retro, Italfor Airone Incirlik Turchia (lineare).
Lettera rinviata al mittente Porto S.Giorgio 15.6.1991 - Lettera spedita a militare attraverso l'ufficio postale Roma 13, restituita al mittente dopo aver ricevuto il bollo tondo Italfor Airone Turchia 27.06.1991.

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