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La partecipazione italiana al conflitto
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Prese così avvio la partecipazione italiana a “Provide Comfort” che iniziò di fatto il 21 aprile con il primo lancio di viveri da parte dell’Aeronautica Militare ed un nucleo di aviorifornitori della “Folgore”.
Il Governo italiano, formalizzò la partecipazione all’operazione il 2 maggio ed i primi reparti partirono da Livorno e dagli aeroporti di Pisa e Caselle il 3 e 4 maggio.
Via mare, con la nave San Marco della Marina Militare e traghetti civili, e via aerea con velivoli della 46^ Aerobrigata di Pisa.
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Nave S. Marco 15.5.1991 - busta preparata per l'operazione Provide Comfort, annullo di transito Taranto Arsenale 23.05.1991 e annullo di arrivo sul retro in data 27.05.1991.
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Il contingente denominato “ITALFOR –AIRONE” era composto da unità della Brigata Paracadutisti FOLGORE e da un reparto di sanità aviotrasportabile della Brigata Alpina “TAURINENSE”, per un totale di 170 ufficiali, 370 sottufficiali e 950 soldati,
cui si aggiunsero 8 ufficiali e 13 sottufficiali dell’Aeronautica Militare ed 8 infermiere volontarie della CRI.
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Italfor Airone Turchia 27.6.1991 - busta con i bolli amministrativi in blu utilizzati a Zakho (Iraq). Forze Operative Airone Comando (tondo) e, al retro, Brigata Alpina Taurinense Reparto di sanità aviotrasportabile Comando (lineare).
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Il rischieramento delle forze fu completato il 16 maggio con il trasporto di 1400 militari, 400 autoveicoli, 8 elicotteri e 1300 tonnellate di materiali.
Per la sicurezza del settore, incursori e paracadutisti effettuarono pattugliamenti e posti di blocco, controllando un territorio ampio fino a 1400 Kmq e tutto il tratto della rotabile, Zakho-Kirkuk-Bagdad incidente nel proprio settore.
Le forze operative garantirono la cintura difensiva del contingente e contribuirono a creare quella cornice di sicurezza determinante per il rientro dei profughi.
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1991 - Vera fotografia del campo di Zakho in Iraq, spedita come cartolina.
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Il contingente italiano sotto il comando del Generale Mario Buscemi, aveva le sue basi operative nel nord dell’Iraq e quelle logistiche in Turchia,
infatti mentre le tendopoli per l’accoglienza dei profughi e la sede principale delle forze terrestri erano situate a Zakho,
in territorio iracheno, l’aeroporto per i movimenti di truppa e materiale era situato a Diyarbakir, in Turchia, e il centro di coordinamento
multinazionale ove aveva sede anche il comando italiano era dislocato a Incirlik sempre in Turchia.
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Italfor Airone Turchia 22.6.1991 - busta con i bolli amministrativi in blu Forze Operative Airone Ufficio Personale (lineare) e Forze Operative Airone Comando (tondo), usati a Incirlik (Turchia).
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Nel corso dell’operazione, nei due campi profughi di Zakho, transitarono più di 30.000 profughi e il personale italiano ne garantì la protezione e l’assistenza medica.
Il bilancio dell’azione sanitaria si concretizzò in 22.700 visite e cure, 235 ricoveri e oltre 150 interventi chirurgici.
Nuclei mobili di paracadutisti con medico e ambulanza, effettuarono interventi sanitari “a domicilio” nei villaggi della zona di responsabilità.
A partire dal 9 luglio, iniziò il disimpegno delle unità, con la cessione dell’ospedale da campo all’ospedale civile di Zakho.
Il 16 luglio iniziò la seconda fase dell’operazione, denominata “Airone-2” al comando del Colonnello Danilo Neri, che terminò il 9 ottobre successivo. Questa seconda fase vide impegnati solamente 300 militari italiani in collaborazione ad altre truppe internazionali, con lo scopo di assistere la popolazione curda nel rientro nei rispettivi villaggi in condizioni di sicurezza.
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Italfor Airone Turchia 20.09.1991 - busta con al retro i bolli amministrativi in nero utilizzati a Incirlik durante la seconda fase Airone 2. Forze terrestri italiane in Turchia Comando (lineare) e Forze terrestri italiane in Turchia Uffico sprovvisto di bollo (tondo).
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Il servizio postale
La corrispondenza diretta ai militari impegnati nella missione Airone, veniva concentrata presso l’ufficio postale di e per mezzo dei velivoli
militari, che periodicamente rifornivano il contingente, veniva trasportata alla base di Incirlik (Turchia), dove veniva
smistata ed inviata con l’uso di elicotteri ai vari campi.
Il cammino inverso era eseguito dal servizio postale militare
della missione. L’ufficio postale fu inizialmente distaccato nel campo di Zakho (Iraq), e iniziò a funzionare dal 17 maggio. Durante la prima fase della missione, l’ufficio funzionò regolarmente.
Con il ritiro del grosso del contingente in luglio, seguì un periodo di confusione dal punto di vista postale, dovuto anche alla scarsa disponibilità delle autorità militari a fornire chiarimenti sull’argomento. In ogni modo l’ufficio continuò ad operare fino al ritiro completo del contingente, avvenuto ad ottobre.
In un primo momento si era pensato che nella seconda fase dell’operazione, l’ufficio postale funzionò solo per la ricezione della corrispondenza, e non per quella in partenza,
ma essendo poi comparsi sul mercato documenti postali con annullo di partenza, successivo alla data del 10 luglio, dobbiamo dedurre che funzionò anche per la corrispondenza in partenza.
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Italfor Airone Turchia 08.07.1991 - busta con i bolli amministrativi in nero, forze Terrestri Italiane in turchia Comando (lineare) e, al retro, Italfor Airone Incirlik Turchia (lineare).
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Porto S.Giorgio 15.6.1991 - Lettera spedita a militare attraverso l'ufficio postale Roma 13, restituita al mittente dopo aver ricevuto il bollo tondo Italfor Airone Turchia 27.06.1991.
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