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La Manifattura tabacchi di Cava dei Tirreni
Fabio Bisogno - 01.02.2006

      La storia della Manifattura di tabacchi di Cava dei Tirreni è molto lunga. La tradizione vuole che le prime coltivazioni di tabacco, in Campania, furono volute da Gioacchino Murat ai tempi del Regno di Napoli. Fin dall'antichità la pianta era considerata molto pregiata tanto da essere comunemente chiamata erbasanta; ma ebbe un ulteriore aumento di importanza quando al potere salirono Ferdinando I e Francesco di Borbone che costituirono il Monopolio di Stato, delimitandone l'area di coltivazione a Cava e provincia.


      Le successive disgrazie del Regno di Napoli non bloccarono mai la produzione di tabacco, che da allora è una delle fonti di guadagno per la popolazione cavese. Dal 1912, Cava dei Tirreni è una delle sedi principali della produzione dei famosissimi sigari Toscani.


La zona ha anche il merito di essere stata luogo di sperimentazione; infatti, qui sono state coltivate alcune qualità di tabacchi uniche: il Burley Giuseppina, così chiamato in ricordo della figlia di M. Benincasa, grande studioso di tabacchi di fine ottocento.

      Curiosa è anche la storia del sigaro toscano: la leggenda vuole che sia nato per caso; sembra, infatti, che il tutto sia dovuto ad un improvviso acquazzone che investì Firenze verso il 1815, inzuppando e facendo fermentare le foglie di tabacco lasciate all'aria ad asciugare. Da quella fermentazione vennero ricavati dei sigari, ritenuti di scarsa qualità, che avevano un aroma talmente pieno e particolare da entrare nella storia.



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